Quali bevande alcoliche sono adatte ai celiaci?
Per quanto riguarda l’eventuale contenuto di glutine nelle bevande alcoliche, è necessario distinguere fra le diverse tipologie di queste bevande.
Vino e spumante
Il vino, in tutte le tipologie (bianco, rosso, rosé, fermo, frizzante, ecc.), e lo spumante, anche se addizionati di solfiti, sono considerati sempre permessi per il consumatore celiaco.
Alcool etilico, distillati, whisky, vodka e gin
L’alcol etilico, chiamato anche alcol alimentare e, per antonomasia, semplicemente alcol, è ottenuto mediante distillazione, previa fermentazione alcolica di alcune materie prime, quali: melasse, vinacce, mosti e cereali. Non contiene glutine ed è ritenuto sempre permesso.
Analogamente, tutti gli altri distillati o acquaviti (sempre ottenute tramite distillazione), come: assenzio, brandy, cachaça, calvados, cognac, gin, grappa, rum, tequila, vodka, whisky, ecc. sono ritenuti sempre permessi. I risultati di studi promossi dall’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza degli Alimenti) finalizzati alla ricerca dell’eventuale presenza di tracce di glutine nei distillati da cereali vietati hanno, infatti, confermato l’assenza di glutine nei distillati. Il processo produttivo tramite distillazione è tale per cui il prodotto finito non può contenere glutine né esserne contaminato.
A partire dall’alcool etilico è possibile preparare bevande liquorose che derivano da miscugli di alcool con estratti o essenze di piante aromatiche (amari, digestivi, liquori dolci e secchi), così come è possibile aggiungere altre sostanze (come aromi, coloranti o altri additivi) ai distillati o alle acquaviti. In tutti questi casi, in assenza di specifica indicazione del produttore in etichetta, la bevanda è ritenuta precauzionalmente “a rischio” perché tali ingredienti ulteriori potrebbero comportare l’aggiunta di glutine.
Quindi, facendo un esempio: la vodka è una bevanda ritenuta “permessa”, ma la vodka “alla pesca”, potendo contenere altri ingredienti non noti a priori e che potrebbero apportare contaminazioni accidentali impreviste, è considerata “a rischio”.
Liquori e amari
I liquori sono ottenuti con trasformazione a freddo (macerazione, infusione, ecc.) partendo dall’alcol etilico o da altri liquidi alcolici, mescolati con sciroppo di zucchero ed altri ingredienti, come aromatizzanti, chiarificanti, coloranti, ecc. Al momento, quindi, la categoria dei liquori viene classificata precauzionalmente come “a rischio” sulla base del fatto che si tratta di bevande trasformate, dove, oltre all’alcol, possono essere presenti diversi ingredienti, che potrebbero comportare l’involontaria aggiunta, per contaminazione accidentale, di glutine. Pertanto, si suggerisce il consumo per quei liquori riportanti la dicitura “senza glutine” in etichetta o che sono prodotti artigianalmente in casa e di cui pertanto si possono controllare il processo produttivo e gli ingredienti utilizzati.
Birra
In commercio sono disponibili birre adatte ai celiaci di due tipologie:
- ottenute dalla fermentazione di cereali “permessi” (cereali naturalmente senza glutine come riso o sorgo). La filiera produttiva potrebbe presentare rischi di contaminazione accidentale se non si seguono opportune precauzioni. Si suggerisce, quindi, il consumo di quelle birre che riportano la dicitura “senza glutine” in etichetta.
- derivanti da malto d’orzo e/o frumento e specificamente formulate per celiaci e garantite “senza glutine”.
Attenzione, tutte le altre birre tradizionali, da orzo o frumento, che non riportano il claim “senza glutine” sono sconsigliate ai celiaci.
Articolo ripreso parzialmente da celiachia.it